Se mai questa mia preghiera arrivasse lassù o in qualsiasi altro luogo dove tu ti celi, tra i cieli o tra i palazzi e i vicoli della terra, sarebbe per dirti che ti ho cercato, visto che di tanto in tanto ti dimentichi di me ed allora mi tocca mettermi sulle spalle la mia personalissima croce e salire anche io sul Golgota. Siamo sinceri, signor Signore, io ti ho cercato un pò ovunque, alla ricerca di un segno finanche banale, una parola o una nuvola che s’apre ad uno spiraglio d’azzurro sopra la mia testa bagnata da tanta pioggia. Si aspetta sempre il giudizio divino ma a volte tocca puntare il dito dal basso verso il pulpito prima che ancora arrivi la predica: ognuno ha una fede ed ognuno ha il suo modo di crederci. A me pare che la gente ti invochi con preghiere che non ami ascoltare, come se staccassi un orecchio e storcessi il muso barbuto, stanco da troppe lamentele e richieste di miracoli che non arrivano e allora preghi a tua volta il tuo Dio che è ancora più in alto di te, figurarsi di noi altri. In fondo cosa ti chiediamo? Di risolvere il problema, l’affanno e finanche di rimettere il pane quotidiano avvelenato nella bocca di chi ci assedia e tutti i debiti di un padre in cassintegrazione che non arriva a fine mese. Se penso a come si viene al mondo, penso che la tua volontà venga dopo il parto sofferente d’una madre e del pianto d’un figlio: mi ha sempre fatto riflettere come in fondo per rimettersi ai debitori si debba passare prima per un periodo di profonda crisi, lavare la coscienza e mettersi l’anima e la testa in pace, che altro che come dice il proverbio: qui funziona che “aiutati da solo”, che alzarsi ogni mattina è la vera prece verso se stessi, per non indursi nella tentazione d’un maligno, che non ha la forca e le corna, ma la forma d’un abisso in cui si cade e non si risale, se non si guarda un pò più in là d’un misero presente. Ho imparato, signor Signore, che se mi comporto maldestramente perdo chi mi vuol bene e se lo faccio malamente mi porto a casa il sassolino nella scarpa di qualche altro nemico: se Giuda ha tradito, è stato perchè ha preferito se stesso alla corona di spine, chè a peregrinare per il mondo, a portar le parole d’un Santo, si finisce per apparire piuttosto folli che evangelizzatori. E oggi ho imparato che le preghiere in fondo sono un’introspezione verso se stessi, un modo per calmarsi da tanto lamento, fermarsi e chiedersi cosa ci ha gettati nell’angolo buio d’una stanza vuota e quanto ancora male dovrà fare questo cuore già livido. Se pur hai dettato le leggi dell’universo, allora perchè non hai trovato mai una regola che possa raddrizzare le storte incontrate sul percorso d’ognuno, considerando le volte in cui vedi e non agisci: probabilmente è il tuo strano modo di interrogarci su di te, credere di non credere, per poi credere che la forza per andare avanti è nelle nostre gambe e non nelle mani giunte e gli occhi al cielo. Se tanto dolore corrisponde ad altrettante preghiere ad alta voce, mi viene da pensare che nessuno è il tuo prediletto e che ognuno si costruisce la sua croce, circondandosi con la propria Maddelena ed altrettanti apostoli poveri cristi con cui andare a cena la sera, schiodandosi dalle giornate fatte di frustate e di “perchè Dio, perchè tutte a me?”, quando ci si ritrova intasati nel traffico. Non prego e non ti ringrazio nessuno, perchè il pane a tavola ce l’ho portato io, perchè mi alzo ogni mattina e mi faccio il sedere cubico, tentando di fare buone azioni chiuso nella mia giacca con la cravatta nera, accollandomi dall’altra parte della scrivania ogni tipo di problema e lamentela che ogni giorno alle 9.00 in punto m’aspetta dietro la porta del mio ufficio. Nonostante questo combatto anche contro le cattive voci che girano sul mio conto e a differenza tua scendo dall’ altare e guardare in faccia ed affrontare l’ennesimo Longino che mi punzecchia il costato pur di screditarmi e farmi del male. Io, signor Signore, oggi mi sono liberato un minuto dagli impegni e ti ho pensato: in qualche maniera ti ho liberato io dal male, alleggerendosi d’un peso che non sono più le mie richieste, facendosi il segno della croce, e lasciandoti così più tempo per qualcuno che davvero ha più bisogno di te. Che non sia questa allora la missione che hai assegnato ad ognuno di noi? Fare in modo di essere indipendenti dal cielo a cui ci rivolgiamo, facendoci prendere coscienza ognuno del proprio singolo mondo in cui si va avanti ma solo per se stessi, come un padre che educa un figlio fin quando non è in grado di camminare da solo? Però, signor Signore, un Dio che impone i suoi comandamenti, che giustizia vuole dal mondo? Un Dio onesto vorrebbe a sua volta un Dio che gli detti regole? Non sono un anticlericale o un ateo o peggio ancora un miscredente, sia chiaro ma “Non avere alcun Dio al di fuori di me” lo direbbe solo chi è egoista e pensa per sé. Amen.

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