Da bambino avevo i nervi come fulmini nelle gambe: non riuscivo a stare fermo, non facevo nulla da fermo. Qualcuno a quel tempo mi doveva cucire, vedere che ero una cosa squarciata, non potevo vivere in questo modo. E invece sono cresciuto girando nel mio sangue a cercare le persone che potevano cucire il mio tempo: le inseguo nella vana ricerca di fermare la furia del tempo inutile di portarmi dalla sua parte. Sono ancora qui, posso fare a nuoto l'asfalto e certi giorni correre sull'acqua, posso andare a stringere le mani di chi nemmeno ne sarebbe degno ma poi ognuno a casa sua. In questa ricerca di fermare il tempo da cucire e le mie gambe mi spingo sempre più dentro di me verso gli altri, trovando sempre qualcosa che non c'è. E' questo il verme solitario della mia insoddisfazione: dare e non trovare, cercare e non trovare, dannarsi e non trovare, trovare il non trovare, avere tempo di non trovare tempo e non ricevere in cambio tempo.

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