mercoledì 9 luglio 2014

I doni all'ingratitudine

La legge consente a colui che ha già donato un bene di pretenderne la restituzione solo se ricorrono due gravi ipotesi: l’ingratitudine del beneficiario e la sopravvenienza di regali del donante. 

L'ingratitudine. Non ogni tipo di ingratitudine giustifica la revoca della donazione ma solo quella derivante dalle seguenti ipotesi: 

  • chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante o il suo coniuge o un suo discendente o ascendente; 
  • chi ha accusato falsamente (calunnia accertata in un processo penale) una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni oppure ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata poi dichiarata falsa in giudizio penale; 
  • chi è colpevole di grave ingiuria verso il donante; 
  • chi ha arrecato volontariamente un grave pregiudizio al patrimonio del donante; 
  • chi ha rifiutato indebitamente di versare gli alimenti dovuti al donante.

Sopravvenienza dei regali. Può chiedere la revoca della donazione colui: 

  • che non aveva figli o discendenti legittimi al momento della donazione o ignorava di averne al momento della donazione; 
  • chi abbia riconosciuto un figlio naturale entro due anni dalla donazione.



Questo è quello che sancisce l'articolo 801 del codice civile: troppa giurisprudenza per questo mio post, è vero, ma è legittima - credo o almeno lo spero - per quello che vorrei traslare nella vita quotidiana o meglio nella mia esperienza più intima. Tutti abbiamo avuto un/una ex così tanto comico/a, che al  termine di quella che, non riesco nemmeno a scriverla, si è definita essere una relazione sentimentale ha restituito tutto (silenzio, brutture, sportellate, lacrime amare e malinconia) meno che i doni. Si è vero: al tempo quei regali furono fatti con il cuore, avevano un significato presente, un pensiero materiale per ribattezzare il momento felice ma quando una relazione si conclude in modo orrendo? Se quei doni, come nel mio personale caso, non hanno avuto nè un grazie nè un ti voglio bene e peggio ancora sono serviti ad allontanare di più la mia lei, hanno ancora significato? E' giusto ed opportuno che quella persona li conservi ancora come ricordo d'una relazione naufragata unilateralmente? 
Ebbene riprendo il codice civile tra le mani: L'ingratitudine e la sopravvivenza dei regali.
E' ingrato/a chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, la relazione tra i due e ciò che ha tentato di dimostrare con ogni energia materiale e sentimentale? Beh, direi di si, visto che neppure lo strenuo tentativo di acciuffare finanche con un fiore l'ultima speranza di ammettere il proprio amore e il bene cieco per quella persona. 
E' ingrato chi ha accusato l'altra parte della coppia di essere stato l'unico colpevole della rottura? Si, anche: le colpe vanno divise, giusto, ma se una parte della coppia preferisce la propria benamata esistenza sempre e comunque, disinteressandosi della gioia o del mal di cuore del suo compagno/a, e affliggendo d'ogni male derivato dal passato suo penoso e dal proprio orgoglio del io sono fatta così, come possono essere pesate le colpe, se da un lato c'era ogni tipo di pensiero limpido e sincero mentre dall'altro solo il giudizio  presuntuoso di non avere certezze e soprattutto la paura di ammettere, dopo tante sue relazioni durante le quali è stata annichilita da sentimenti altalenanti, che quello, sì, è l'amore che ogni uomo e donna dovrebbe provare e ricevere? La bilancia a questo punto pesa dalla parte dell'ingrato/a.   
Ed infine: ha senso che i doni sopravvivono dopo il termine della relazione? Non riuscirei, visto che a dire degli ex era una relazione malata e senza futuro, a portarmi al polso un orologio o indossare una borsa donati da una storia precedente, nel senso: che scenata farebbe chi alla domanda uh bello questo ciondolo! Dove l'hai preso? risponde E' un regalo del mio ex...? Figura meschina? Ingrata? O palesemente materiale di chi intende dimenticare un passato penoso ma non privarsi di ciò che gli/le era meglio conveniente?
Troppo facile sbandierare il motto una cosa regalata e bella che conservata, se tutto si conserva meno che il ricordo di giorni felici e malamente fatti naufragare. Al termine di ogni relazione restano solo l'esclamazione quanto sono stato coglione, perdendo me stesso dietro di te e la domanda ma ti meritavi uno come me?

Cari/e ex, 
non avete mai donato se non restituito solo dolore, bene! 
Restituite anche ciò che vi ha fatto piacere, perchè - a mio avvilito avviso - è l'unica maniera per terminare davvero una relazione.
Se vi chiamano ex, è perchè siete l'esempio di ciò che non si vuole in futuro e portarvi a spasso i doni di chi v'avrebbe dato anche luna e oceani è davvero squallido e ipocrita.

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