"E' la forza gravitazionale concentrata nella TUA terra: più ti elevi allontanandoti e più ti tira con forza verso di essa" (Dino Masella, cuoco e sannita)
Cerreto Sannita, uno straccio di terra e case. Cerreto Sannita, il centro del mondo. Gente di montagna, gente di cuore, di tradizioni secolari, gente di sani principi sempre e prima di tutto. I cerretani: duri come la roccia delle montagne grigie del Taburno e leggeri come il vento azzurro tra il grano che cresce dalla terra nera. Introvabili come lepri nei boschi, i primi in difesa del sangue della famiglia. Semplici come il pane e il vino. Popolo figlio di briganti e partigiani, di lacrime e sudore, di Santi e bestemmie, di calli nelle mani e menti brillanti. Cerreto è il fondo dei miei ricordi, dell’aia di nonna, dei miei cugini, delle origini del mio cognome, di questa gente il cui sangue è puro come le sorgenti delicate che spaccano le rocce impervie. Qui ci si mette ancora il vestito buono per andare a messa la domenica e i ragazzini giocano ancora per strada. Ci si conosce per nome, soprannome e tutti sono parenti di tutti. I nonni sono ancora i primi a sedersi a tavola e i nipoti a salutare ossequiosamente. Il rispetto del singolo vale più di mille e più mille si muovono per uno: per questo ci sarà sempre un bicchiere di vino a tavola d'estate e un posto davanti al camino ardente d'inverno. Un gergo antico più forte dello stilnovo dantesco. Qui non si parla male del vicino e stare con i parenti è un sano piacere e non una costrizione. Cerreto ha saputo rinascere dalle ceneri di un terremoto e diventare un esempio di innovazione artistica e urbana. Ad un passo dalla modernità è ancora chiamata a risorgere, a restare al passo dei nostri tempi. Il futuro è la nuova calamità per una Città che è come i suoi valori mai domi e la roccia di quelle montagne: solidissima.

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