domenica 14 settembre 2014

Divano


La parte migliore che si concede di se stessi agli altri è quella che, pur essendo consci di non possedere, si presta senza alcuna pretesa, si offre come se nulla fosse. E allora diavolo la dignità, se si viene ricambiati con un "io sono qui" seguito da un minuscolo ma enorme atto di presenza nonostante tante difficoltà, film mentali e lotte intestine: è l'esserci davvero, senza nascondersi dietro ad un messaggio senza carattere, che è il netto confine tra il dimostrare in pratica e far della pratica l'inutile filosofia d'un domani migliore. Le promesse sono calzini svolazzanti stesi al sole, la sorpresa di trovarsi dietro la porta è invece quel domani che diventata già oggi: chi ti vuole un minuto lo trova e "sapessi quanto sono incasinato" è una scusa demodè, un alibi per il non sforzarsi ad alzare il sedere ogni giorno e percorrere anche mille kilometri a notte solo per un minuto di vivo sorriso, che non potrà mai essere sostituito da un' emoticons. Se manca tutto questo, preferisco affogare nella più cupa delle solitudini, inghiottito dal divano a rose e fiori di questa mia stanza, che fingermi a mio agio tra l'inesattezza e la futilità d'una persona qualunque. 

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