lunedì 22 settembre 2014

Trafficatamente

Sono in ritardo, mostruoso ritardo in un anonimo martedì con la pioggia su Firenze. E sono ancora coda sui viali. Il traffico di Firenze non è una fisiologica congestione del traffico urbano, bensì in uno di quegli ingorghi burini, quelli in cui non alzi il piede dalla frizione per chilometri e chilometri, anzi quelli in cui lo alzi metti in folle e tieni solo il destro sul freno, anzi quelli in cui la macchina la spegni proprio, ché tanto, prospettive di muoversi anche solo di un metro entro i prossimi venti minuti non ce ne sono. Dietro ho una macchina, capirai: sono nel traffico. Inizia una specie di duello tacito con la signora alla guida. Lei cerca di infilarsi in qualunque anfratto disponibile: a destra, a sinistra, ti si appiccica al culo della macchina, suona il clacson esasperata da qualche stronzo fottuto comunista senza Dio che, più avanti, starà perdendo tempo a sventolare bandiere della CGIL in mezzo a Porta al Prato invece di lavorare. Sbatte i pugni sul volante, urla, si incazza. La vedo come fosse un’attrice del secondo tempo di un film di Muccino, ma senza audio. Fortunatamente. Sbotta se, quando le macchine davanti a me si muovono di cinque metri, io non faccio altrettanto. Lei vuole che il cofano della mia macchina inculi il portabagagli di quella che ho di fronte. E non importa se tanto, poi, davanti c’è una fila di altri cinque chilometri. Sclera se mi fermi per far immettere qualcuno nella strada, perché può passare chiunque, lei ad esempio. Mi rilasso, alzo Virgin Radio, la ignoro. Lei esasperata cerca di infilarsi nella corsia parallela, ci riesce pure, magari. Ma resta comunque dietro di me. Al semaforo mi supera con una mossa da leggenda della Formula1. In quel momento, che però non vale, la gara è finita: "io devo svoltare ciccia bella, mi dispiace, non siamo più in competizione. Ora mi hai superato, sì, ma se fossi dovuto andare dritto, mi dispiace ma avanti ci sarei ancora io." Ecco. È questo, uno di quei momenti in cui mi sento veramente felice. 

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