Puoi scrivere per me?
Cosa? - Butta giù due righe: un argomento qualsiasi, in un tempo qualsiasi.
Sì ma per cosa? - Per un motivo qualsiasi.
Un’idea l’avrei pur trovata: mi scorreva tra le dita prima ancora di pensarla.
Hai mai avuto la sensazione di esser chiamato a qualcos'altro? A qualcosa di diverso da quel che stai facendo, come se tutte le tue energie dovessero essere convogliate in una direzione che non è la tua o semplicemente diluite in una miriade di vicoli che aprono in un'enorme piazza che ancora diventa il punto di raccolta e fuga per altre mete disparate? Un formicolio alle gambe per la troppa attesa fermo su due piedi ad aspettare poi chi, cosa, forse un cenno, un segno che nemmeno tu sai da dove provenga ma che è la scossa necessaria per mettere un passo davanti un altro e finalmente tornare a camminare. Lo sguardo guarda allora avanti e punta l'orizzonte troppe volte fissato da quella siepe leopardiana oltre la quale la visuale fino a ieri correva con la sola immaginazione verso qualcosa che è sempre stato oltre e che finalmente t'appare nitida ed ad ogni passo più vicina, più presente nella sua essenza di futuro, infinito definito. Io che fino a ieri fissavo il soffitto sognandone il cielo oltre le tegole, le nuvole e le stelle, io che lo costellavo di interrogativi e di nuvole piene di pioggia, oggi metto insieme frammenti di ricordo, lasciando freddare il brodo di briciole e disillusione, preferendo rivoli di parole a petali di sogni mai avverati, oggi che dopo tanta cadere passo lieve un balsamo vellutato sull’anima. E allora da cosa derivava l’infelicità? Dal restare fermo sui propri piedi. Inizio a mettere un passo avanti e poi un altro: la felicità è più vicina.

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