24 ottobre 2010.
Non ci mancheremo. Lasciarsi andare è un sentimento ed io, che ne ho provati per te,e tu, che non li hai sentiti nemmeno sfiorare troppo presa da altre faccende, possiamo ammettere di averne condiviso uno che sia nostro, che sia plurale e non unilaterale. Lasciare andare, lasciarsi andare vuol dire allora ammettere, vuol dire scegliere ed io, vestito della tua arroganza, scelgo per me, fregandomene. Non saprò mai se siamo stati amore, perché coi tuoi metri di paragone, amore non sembrava. Il mio era qualcosa di forte, di viscerale, di sentito sottopelle: era qualcosa capace di far solidificare il sangue e scoppiare il cuore, di fermare il tempo e trovare un minuto ogni ora che diventasse giorno intero. Siamo stati qualcosa: qualcosa che non poteva andare avanti, come il tempo che mai hai lasciato andare avanti in uno slancio verso me. Non mi ci vedo con accanto una persona simile a te ma tosto e ovvio sarà ricordarti, così come oggi ricordo ogni tua parola che è l'ennesima scusa a cui non ho mai creduto e che ho cercato di digerire. Ti ricorderò, perché mi hai permesso di andare avanti ed oggi lasciarsi andare, per quanto dura, è l’unica alternativa.
24 ottobre 2014.
A distanza di quattro anni canto ancora in macchina, rompo i bicchieri a giorni alterni, vado in giro coi calzini spaiati e di certo questa mia confusione è meglio del disordine che hai portato nella mia vita che, sommato con il mio, era simile al dopoguerra dei perdenti. Oggi tendo ad occhi, mani e baci che non sono tuoi ma sopratutto miro ad una dignità con cui hai giocato. Non hai saputo scrutare gli sguardi nè sbirciare nelle bocche che tacevano. Non hai rinunciato ad un secondo del tuo tempo, preferendo lazzi e sollazzi, facendo passare me come un inetto. Meritavo e merito un amore che non era il nostro. Oggi che di anni ne sono trascorsi quattro, oggi quelle parole ritornano più forti e vorrei riproporle ancora, chiamato dalle persone e dalle storie attuali a tracciare la fisionomia d'un cuore spicciolo: quando gli altri intorno s'accorgeranno della tua miseria d'animo che verrà fuori e che mascheri a colpi di sorriso, quando finiranno di cercarti solo per la tua presenza che è già solo un vuoto involucro, ricordati di chi di quella tua miseria ne faceva ricchezza. Le tue scuse, il mio sperare, il tuo posticipare, il mio aspettare, il tuo non esserci, il mio tempo: troppe distanze che hanno scritto la meta per il mio partire.
No, non ci mancheremo, perchè non ci siamo mai mancati.
Io di certo non ti sono mancato.

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