lunedì 13 ottobre 2014

Oggi, lunedì 13 ottobre

Strappo l’ennesimo foglio e lo appallottolo. Non ricordo nemmeno più le volte che ho scritto questa frase prima di cancellarla e ricorreggerla e ricancellarla. Non riesco a stendere un nuovo post ormai da giorni ed è ora di scrivere di un addio o magari solo di un arrivederci. Chiudere la cod@ del gatto mi farebbe male ed allora parcheggio questo blog fino a quando l'ispirazione tornerà di buon mattino a darmi il buongiorno. L' editore di me stesso sollecita altre edizioni di storie di questa mia vita che sono ormai diverse e distanti da questa creatura letteraria/cibernetica. Non è una chiusura definitiva, ripeto, ma non riesco a partorire più nulla d'interessante, perchè intorno d'interessante trovo nulla o spicciolo e la cosa mi inquieta molto: nemmeno i misfatti che hanno preso il posto di creste benevole diventano antologia su queste pagine, tante volte compagne silenziose e testimoni di trent'anni di vita non solo pubblica. Non è una pausa di riflessione, scemenze del genere non le ho mai digerite, e non è nemmeno silenzio di tomba, quello proprio non lo ammetto. Negli ultimi settanta giorni la vita m'ha stropicciato tanto da richiedere strategiche rimozioni ed è l'ora di staccare quest'hard disk fatto di parole dei miei stati d'animo. Non chiudo dunque per vittimismo o per una bambinata o peggio ancora per noia: manca l'ispirazione, manca il friccicolio sulla punta delle dita, manca il pensiero che da la scossa o forse manca il sorriso che parte dallo stomaco prima che dai denti. Come da liceale, tornerò a scrivere durante i miei viaggi in treno sul vecchio quaderno nero della Moleskine, senza cronologie né condizioni se non quella di rendere concreto ciò che vedo dall'anima. Il mio blog finora è servito proprio a questo: è stato il prolungamento del mio desiderio di comunicare e comunicarmi, per restare in contatto con chi da tante località d'Italia non ha aspettato altro che leggere al mattino quel che scrivevo. Sarà stata forse quella la spinta per andare avanti finora ma era solo una bugia che raccontavo a me stesso, sicuro che tante mie parole giungessero davvero a chi ritenevo più prossimo al mio pensiero. Abbasso la serranda della cod@ del gatto proprio di lunedì, lo stesso giorno che di norma è l'inizio delle normali attività umane: lo faccio oggi perchè sono intenzionato nel dar inizio ad una nuova parentesi più umana e concreta che letteraria e aleggiante. Ho forse capito che chi vuole, un minuto al giorno lo trova per leggermi dal vivo i pensieri; chi non vuole è perchè vuole mancare, troppo preso da altre vite, da altre letture di altri cento pensieri, da altro nulla. Non manca mai chi non c'è mai stato o c'è stato in maniera subdola. Manca semmai chi si allontana dopo essermi stato vicino, dimostrandolo seriamente. Per chi vuole, per chi davvero mi vuole, può venire a bussare alla mia porta ora che ho finalmente trovato una casa: il divano bianco e nero è stretto ma comodo e c'è una tazza di thè sempre calda. In fondo a questa lunga corsa di 130 posts ho cercato di dare la mia visione dell'idea di blog: mi ci sono interrogato spesso per renderlo il più fruibile possibile ma l'unica risposta alle mie domande era vivere l'esperienza letteraria in linea con il proprio stile, senza esagerare in questo fenomeno social od etichettarsi addosso la fama di blogger, rischiando di fare magre figure: ho preferito nutrirmi dell'affetto di chi legge, di chi ha voluto seguirmi e che sa bene che non sono nè uno scrittore, nè un umorista, un giornalista nè tantomeno un intellettuale. 

Io sono Luigi, ero la cod@ del gatto e fino ad oggi scrivevo.

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