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venerdì 6 giugno 2014

Click

Ho rubato uno scatto. L'ho voluto rubare per cogliere lo sguardo d'un'anima, per ricordarmi che oltre alla macchina fotografica, il soggetto in posa e tutto il mondo intorno non c'è solo il solo fotografo. Mi piacciono i volti delle persone sconosciute, guardarli ed osservarli, entrare per un secondo nella loro intimità. Mi piacciono gli sconosciuti che danno la loro essenza, a chi come me neanche sa niente della loro vita e della loro cultura, del loro passaggio durante il loro cammino. Calpestiamo lo stesso suolo, ci muoviamo e pensiamo tutti in una maniera diversa gli uni degli altri: così diversi ma anche così uguali. Alla fine siamo tutti umani con i propri sogni, i tormenti e le gioie, i dolori. Mi piace a volte, distogliere lo sguardo su me stesso e leggere sul volto degli altri tanta molteplicità e capire, se c'è da capire, che c'è altro oltre al nostro essere tutto un io, io, io. Quello stesso io egoista che per molti, troppi è così lungo e potente quanto il singolo click per lo scatto d'un fotografo.

mercoledì 28 maggio 2014

Tutto intorno a me


Se pensi che il mondo giri intorno a te, non preoccuparti: è labirintite.
Brutta storia quella degli egocentrici. Leggo spesso sui social la frase d'apertura di questo post e non mi ci rivedo per nulla: sono egocentrico, appunto! Mi ritengo un egoista egocentrico e sfacciatamente insensibile al mondo esterno se non quello di me stesso. Per questo ignorante motivo per tutte le volte che sono caduto al tappeto m'odiavo: come tutti i fan sfegatati di se stessi, a maggior ragione speravo che il mio idolo (io stesso) riuscisse sempre a trovare una soluzione al proprio ruzzolare. Bado alle mie azioni non è solo il mio spot nelle vicende azionistiche e finanziare delle mie quotazioni in borsa ma è diventato anche il personale modo d'agire e di relazionarmi: troppo spicciola molta gente che essere con se stessi è l'unico tornaconto migliore, da quando ho capito che chi fa per se fa per trentatrè e da quando la mano che potesse darmi un aiuto la trovavo sempre in fondo al braccio. A questo punto l'unico obbligo non è verso gli altri ma verso il proprio io per il quale spremere da ogni situazione un beneficio, anche quando questa non sia degna d' attenzione. L’egocentrico in effetti basta a se stesso, cena da solo nei ristoranti ogni otto del mese ma non scatta selfie con il piatto di trofie e gamberetti, esce a far shopping al sabato e ne gode a dedicarsi tutto il tempo a provare e riprovare l'ennesima camicia azzurra, spende il suo denaro per il proprio piacere, canta a squarciagola in macchina mentre nell'auto vicina la coppietta litiga, sceglie le sue frequentazioni solo nell’ottica di una serata da trascorrere serena, senza problemi e paranoie da ascoltare, sceglie un partner che sia dignitoso ed altrettanto egoista. Nel campo professionale, dopo le volte che - in gergo tecnico - mi si è marciato sulle spalle, ho capito che far qualcosa per gli altri deve avere una qualche forma di vantaggio personale, anche solo come “ritorno di immagine” ed indubbiamente questo è l'unico modo di sentirsi “ben piazzati”, accentrando attenzioni, denaro, potere, benefici, aiuti. La cristiana novella della spontaneità e della gratuità non me la racconto più da tempo ormai: l'umanità e l'affinità con gli altri - basta guardarsi intorno - riposano in pace in ognuno dei nostri rapporti interpersonali e sociali. L'egocentrico è sostanzialmente non vittima ma equazione di questo tempo, figlio del traffico intasato sui viali, della signora che passa davanti a tutta la fila con il suo "tanto ho solo questo da pagare!",  delle ore di straordinario tagliate a fine mese, del parcheggio che pensi sia libero ed invece c'è parcheggiata una smart, dell'inquilino che se ne fotte e crea rumori inutili alle tre del mattino, di whatsapp e dei visualizzato senza risposta, degli "amici" che si ricordano solo per "un mi fai un piacere?", delle exfidanzate che piombano in un silenzio ridicolo incapaci ad avere un qualsivoglia confronto ma che per tutti hanno una parola, venendoti a cercare solo per il loro bisogno.  
Ed io egocentrico allora non dovrei vivere solo per me stesso e il mio personale tornaconto?