venerdì 6 giugno 2014

Click

Ho rubato uno scatto. L'ho voluto rubare per cogliere lo sguardo d'un'anima, per ricordarmi che oltre alla macchina fotografica, il soggetto in posa e tutto il mondo intorno non c'è solo il solo fotografo. Mi piacciono i volti delle persone sconosciute, guardarli ed osservarli, entrare per un secondo nella loro intimità. Mi piacciono gli sconosciuti che danno la loro essenza, a chi come me neanche sa niente della loro vita e della loro cultura, del loro passaggio durante il loro cammino. Calpestiamo lo stesso suolo, ci muoviamo e pensiamo tutti in una maniera diversa gli uni degli altri: così diversi ma anche così uguali. Alla fine siamo tutti umani con i propri sogni, i tormenti e le gioie, i dolori. Mi piace a volte, distogliere lo sguardo su me stesso e leggere sul volto degli altri tanta molteplicità e capire, se c'è da capire, che c'è altro oltre al nostro essere tutto un io, io, io. Quello stesso io egoista che per molti, troppi è così lungo e potente quanto il singolo click per lo scatto d'un fotografo.

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