Ora che il mondo dei grandi è ancora lontano, quel mondo dove la fantasia è assopita e calpestata dalla razionalità, sii frivolo e canta e suona canzoni inventate, sii sentimentale e salta sul letto quando la mamma ancora dorme e svegliala con un abbraccio, perchè ora, che non conosci ancora il significato di un ti voglio bene, sai essere più sincero dei grandi e sai conoscerne la vera essenza di quelle parole. Commetti tutti gli errori che vuoi e non perchè sai d'essere perdonato ma perchè quelle crosticine sulle ginocchia sapranno forgiare il tuo essere uomo e umano domani. Rovesciati, cadi e lasciati andare nel pianto e nella rabbia, nell’amore ingenuo, usa ogni parola che riesci a cogliere, crea con qualsiasi metrica ogni poesia che raccogli nell'aria di giugno, ingegna con ogni materiale e costruisci i castelli in aria a cui tenderai da grande. Per farti capire al futuro, per consegnarti alla vita di domani, sperimenta, viaggia con la mente e sporca le tue scarpe nuove della domenica, non trattenerti nel banco di scuola, non stancarti della leggera semplicità delle bolle di sapone, solo perchè un giorno racconterai le tue storie da bambino con frasi belle e con sgargiante malinconia. Non stancarti di calci e sudore dietro un pallone, non stancarti delle tue poesiole a Natale che escono cosi bene, mentre guardi i regali sotto l'albero e con la coda dell'occhio i tuoi nonni. Fidati dei tuoi sogni che saranno il progetto della tua vita, che siano il più fantasiosi possibili, perchè domani saranno precisi e taglienti come il foglio di carta sulla quale apporrai la tua prima firma d'un contratto. Comincia a desiderare un linguaggio tutto tuo, cambia il timbro della tua voce ogni volta che sarai innamorato e deluso o convinto. Guarda oltre ogni giorno di tempesta, così come oggi fai quando fuori piove e non vedi l'ora di tornare a giocare: metti in colonna quelle nuvole nere e laddove ci sarà confusione dimostrati all'altezza, così come paleserai indifferenza e furia. Sii sempre in moto, sempre mutevole, sulfureo e sinistro con chi ti mostrerà il profilo destro, accumula ciò che ti sovrasta e fallo tuo, trascinalo e rendilo minuscolo. Tu che oggi sai che ogni foglia sugl'alberi non è uguale all'altra, domani non essere cieco davanti alla diversità delle persone, godine della bellezza, inspirane il senso quando avrai bisogno della lingua speciale degli amanti per riconoscere la donna che ti donerà il batticuore. Come oggi che con un urlo ti liberi del grembiule l'ultimo giorno assolato di scuola, ricorda che con un altrettanto urlo, con un grido ti libererai dalla polvere che sulle spalle altri cercheranno di accollarti. Ricorda che domani non serviranno tante parole per difenderti quando sarai nel giusto, che nulla è mai preciso, perchè nulla poggia mai con entrambi i piedi per terra. Ed io, nipote mio, che non riesco a calarmi nella parte dello zio ma ben vesto gli abiti d'un compagno di gioco, mi viene difficile sentirmi chiamare zio, appunto, perchè ogni volta che incontro la tua fronte sudata e la tua risata aperta, vorrei tornare ad essere felice e spensierato come te.

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