Prima
di iniziare il viaggio che mi avrebbe portato attraverso altre mille
luoghi del mondo, non sapevo perché volessi partire: la risposta
migliore a chi me lo avesse chiesto, sarebbe stato qualcosa come “Mi
annoio” o “Devo farlo". Ma dovevo
andare e percorrere tutti i chilometri di ogni strada, per capire, per
sentire quello che mi mancava. Ho dovuto scoprire quale piccolo cerchio
sia in realtà l’esperienza di un uomo, sentire la mano fredda della
malinconia, stringere mani nuove e chiedere loro scusa e grazie,
sentirsi orfano nel mondo. Capire cosa significa essere fortunati, così
sfacciatamente fortunati da avere la nausea al pensiero di poter tornare
un giorno. Ho dovuto vedere, annusare, temere, assaporare da dove
vengono i miei fratelli e sorelle e realizzare quanto sarebbe stata
diversa la loro vita, se non fossero diventati la mia famiglia e quanto
diversa sarebbe stata la mia. Bisogna fare il giro del mondo, per capire
quale miracolosa connessione ci unisce alla famiglia, cosa che mi
pareva così naturale e ovvia quand'ero figlio tra le mura domestiche. La
risposta al perché mi sono messo in viaggio è che dovevo circumnavigare
la Terra, il mio pianeta dell'anima, prima di trovare la strada di
casa.

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