domenica 26 ottobre 2014

"R"

Dizionario Treccani: "R" di ridicolo. 
Che fa ridere, degno di riso o di derisione, perché strano o goffo o insulso o scioccamente presuntuoso. Di scarsa entità o valore, insignificante, esiguo, meschino. 


Ho maturato un atteggiamento indisponente e mai indifferente nei confronti delle persone ridicole e, a differenza di quanto il vocabolario cita, ho sempre avuto poco da ridere dinanzi a chi antepone il proprio essere insulso e scioccamente presuntuoso: essere ridicolo in fondo è un atteggiamento di sfida. Dovrei ridere in faccia alla tragedia d'un essere minuscolo, alla sfortuna d'averlo incontrato e all'impotenza contro le forze della natura, pur di non impazzire. Mi rivolgo allora a chi ritengo ritengo ridicolo/a: sei la confutazione ambulante dell'evoluzione della specie, l'anti-Darwin, il nichilismo cosmico espresso in un ammasso di materia informe. Sei la Waterloo della genetica, la Caporetto delle proporzioni e la Cernobyl dell'armonia estetica con nell'animo una guerra mondiale più simile alla seborrea d'un adolescente. Sei tutto fuorchè antropomorfo e su instagram schiaffi anche l'hashtag #beatiful #model #happy. Ma con quale coraggio? La gente ti ride dietro e davanti e ai lati! 

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