La pioggia che batte contro le persiane, la domenica oziosa sul divano, le onde morbide del mare, un bacio in un locale affollato e sentirsi incredibilmente soli io e te, l'ultimo spruzzo di Jean Paul Gaultier prima di uscire, una coppa di gelato seduti sul ponte, le prime note di Wonderwall alla radio, il pulsante tondo dell'ascensore che sale, il riflesso del mondo intorno nei tuoi occhiali da sole, l'essenza di vaniglia. Tutto questo sei per me.
Il silenzio di chi non vuol dire, il silenzio quando si ha bisogno di parlare solo per il piacere di sentirti, gridare contro lo specchio, sudare senza muovere un dito, la paura di aver perso tutto, la paura di non aver dato abbastanza tutto, la rabbia per aver dato troppo, l’attesa di una telefonata, il bisogno di correre da te, tornare in questa vecchia città e non trovarti, un abbraccio consolatore, uno schiaffo chiarificatore, un addio detto per ferire. Tutto questo sei per me.
Non posso essere il tuo primo pensiero, il tuo ultimo, il tuo unico. Hai amato prima di me e potresti amare ancora. E allora cosa conta? Non sei perfetta, io non lo sono altrettanto e insieme non potremmo mai essere perfetti insieme. Ma se una donna sa farti ridere, farti pensare due volte, farti ammettere di essere umano e di commettere errori, saper congeniarsi e distruggersi, tienitela stretta e dalle tutto quello che puoi. Lei non può pensare a te ogni secondo della giornata ma ti darà una parte di lei che sa bene tu solo puoi rompere: la sua reale essenza. Non cambiarla allora, non analizzare tutto e non aspettarti più di quello che lei può darti. Sorridi quando lei ti rende felice, falle sapere quanto ti fa impazzire e quanto stai male quando lei non c’è.

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